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Maggio 9, 2008 alle 10:49 am
VERBALE
Riunione del 29 aprile 2008
Casa del Popolo di Ponticelli
Presenti: Amati Giulia, Borrelli Fabiana, Cappiello Alessandro, De Luca Massimo, Di Dato Antonio, Limatola Roberto, Masucci Stefano, Paudice Tonia, Riccardi Lucia, Usai Marco, Vitale Roberto, Vitale Viviana, Zabberoni Roberto.
Segretario verbalizzante: Amati Giulia.
E’ proposto da più parti che il primo tema affrontato sia il chiarimento di eventuali screzi verificatisi tra i vari componenti del gruppo nelle settimane precedenti la riunione.
Fabiana Borrelli apre la discussione con l’affermazione che primo obiettivo dev’essere la costituzione del gruppo e l’abolizione di pregiudizi di carattere personale su alcuni componenti di esso. I rapporti interpersonali non devono interferire con quelli lavorativi. Durante la campagna elettorale si è respirato un “clima di Guerra Fredda” che va necessariamente superato per acquisire forza, anche di fronte al Partito.
Massimo De Luca risponde che il gruppo è partito col piede sbagliato a causa di errori strutturali preesistenti, come la coesistenza, a Ponticelli, di due sezioni di Sinistra Giovanile che spesso si sono trovate in urto tra loro. Nonostante l’avvertita necessità di cementare i due gruppi e gli svariati tentativi di agire in questa direzione, ciò non è stato possibile durante la campagna elettorale, a causa di errori da parte di entrambi i gruppi. Tuttavia non è il caso di recriminare su equivoci ormai passati: è necessario “mettere una pietra sopra” tutte le incomprensioni e cominciare a lavorare da zero.
Il discorso si sposta sulla questione organizzativa: per evitare gli scontri e le divergenze che si sono verificati in precedenza è necessaria disponibilità reciproca all’ascolto e organizzazione sotto forma di Collettivo. In fasi precedenti si è proposta la forma associativa, che a parere di M.D. è tuttavia poco adeguata, poiché rischia di allontanare, in quanto struttura già costituita, giovani potenzialmente interessati, invece, a prendere parte ad un progetto in fase costituente. La costituzione del Collettivo comporterebbe la stesura di un Manifesto e di una Carta dei Valori che ciascun componente del Collettivo dovrebbe sottoscrivere. Caratteristica fondamentale dell’Organo sarebbe l’assoluta democraticità di tutte le decisioni. A chi in varie occasioni ha sottolineato la necessità di un portavoce del gruppo, M.D. risponde che è invece possibile portare avanti l’idea di un Collettivo autogestito e privo di qualunque figura di coordinamento, almeno per un periodo, anche molto breve, in cui è necessario darsi dei contenuti, confrontarsi ed inglobare chi si sia mostrato interessato al progetto nei giorni della Campagna Elettorale e nelle settimane immediatamente successive.
Marco Usai riprende in un primo momento il discorso relativo ai rapporti personali all’interno del gruppo. Egli dichiara di non aver avvertito un clima amichevole, né tantomeno una sorta di “Guerra Fredda” tra due schieramenti opposti. Piuttosto ha rilevato una frizione fisiologica tra due realtà che per lungo tempo e svariati motivi sono state distanti. Il fatto che tale frizione si sia evidenziata nel periodo della Campagna Elettorale ha amplificato il problema. Motivo di disagio per il gruppo proveniente dalla sez. Sereni, ad esempio, è stata la sensazione di essere ospiti male accettati nella Casa del Popolo. Benché non ci siano mai stati scontri frontali, si sono susseguiti dispetti ed episodi di intolleranza sui quali è necessario sorvolare, come è necessario chiudere un occhio sul rapporto più stretto che lega Nazario Malandrino a Massimo De Luca piuttosto che allo stesso Marco Usai. È indispensabile che il gruppo si costituisca in un clima di autonomia rispetto ad influenze esterne, e su questa linea di condotta non possono esimersi dal trovare un accordo soprattutto i due ex segretari delle sezioni ponticellesi della Sinistra Giovanile.
Per quanto concerne il futuro lavoro del gruppo, M.U. sottolinea che i risultati elettorali hanno mostrato con grande evidenza la preferenza, a Ponticelli, per Berlusconi. Soluzione di questo fenomeno non è la rassegnazione, bensì la volontà di “giocare in attacco” e di rendersi protagonisti della politica aldilà delle direttive provenienti “dall’alto” del Partito. Ora più che mai bisogna cercare di essere in tanti e di puntare su quelli che risultano essere obiettivi comuni. Si deve agire in fretta affinché non vada sprecato questo periodo potenzialmente fecondo. Le iniziative a cui il gruppo giovanile ha preso parte in fase di Campagna Elettorale sono state strumentalizzate e poco valorizzate dal Partito: questo non deve più accadere. Ciò non vuol dire che si debba cercare necessariamente il conflitto con il Partito, ma che è necessario lavorare in piena autonomia da esso. Soprattutto, bisogna essere rapidi, perché la velocità d’azione è ciò che contraddistingue la forza politica a noi avversa, e che le ha garantito la vittoria elettorale. Adeguarsi alla lentezza del Partito Democratico è “una battaglia persa in partenza”.
Riguardo alla struttura da dare al gruppo, M.U. riprende un discorso già affrontato in altre sedi relativamente ad un “Cantiere Democratico” che lavori ad una Carta dei Valori, sintesi di quelle idee che si sanno già essere condivise. Si impone la necessità di un coordinatore al fine di snellire il processo costituente e di avere una voce unitaria. Il coordinatore dovrebbe rivestire il ruolo di portavoce, non dotato di potere decisionale superiore a quello degli altri componenti del gruppo. La sua figura darebbe all’esterno un segnale forte di unità e operatività del gruppo. Si tratterebbe di un ruolo di grande responsabilità, che riesca a conciliare le due esigenze di guidare il gruppo e di non chiudere le porte a chi voglia entrarvi in qualsiasi momento. A tal fine è necessario che il coordinatore sia scelto tra chi ha seguito le varie fasi di formazione del gruppo e ne conosce quindi le dinamiche. M.U. individua quindi quelle che sono a suo parere le prime tre mosse da fare:
• Cementare il gruppo;
• Sottoscrivere una Carta dei Valori;
• Scegliere un coordinatore.
Massimo De Luca risponde riguardo ai rapporti con i gruppi dirigenti, spiegando come lui stesso non si sia sentito affatto strumentalizzato negli anni del segretariato nella Sinistra Giovanile. Anzi, sottolinea come l’aspetto giovanile non sia mai stato trascurato alla Casa del Popolo, citando a titolo d’esempio il percorso compiuto da Nazario Malandrino.
Marco Usai invita, a tale proposito, a riflettere sulle Primarie del PD svoltesi nell’ottobre 2007: in quell’occasione importante la componente giovanile è stata fortemente penalizzata.
Massimo De Luca ribadisce che, per quanto riguarda la lista proposta dalla Casa del Popolo, non vi è stata traccia alcuna di “boicottaggio” da parte dei gruppi dirigenti. L’ordine dei candidati nella lista si è deciso con sistema assolutamente democratico, alla presenza di tutti i candidati in questione. Il discorso territoriale, aggiunge, va distinto da quello relativo alle liste nazionali; a livello territoriale va riconosciuto alla Casa del Popolo il merito di aver garantito crescita personale e formazione politica ai giovani che vi hanno militato, e si dice sicuro che questa condotta sarà seguita ancora.
Alessandro Cappiello riflette sulle Elezioni: si dice fortemente deluso dal bipolarismo che si è, di fatto, venuto a creare e dalla scomparsa della Sinistra radicale.
Riguardo al “Cantiere Democratico” egli ritiene che la forma associativa comporti il rischio di una chiusura in se stessa, oltre che quello dell’adeguamento alle dinamiche lente del Partito, come lascia temere il fatto che non si parli ancora di una Giovanile del PD.
Fabiana Borrelli risponde a Marco Usai riguardo alle responsabilità di un eventuale coordinatore del gruppo: a suo parere non si tratta di responsabilità enormi, poiché la funzione del coordinatore dovrebbe essere quella di porsi come punto di riferimento organizzativo. Perché ciò avvenga è importante che il gruppo sia bravo ad auto-organizzarsi. Tale capacità è risultata assente in periodo di campagna elettorale, in cui si sono preferiti confronti personali alle discussioni assembleari. Queste difficoltà di gestione si possono superare appunto istituendo una figura di coordinamento.
Roberto Limatola fa notare che un chiarimento sugli equivoci e sui disaccordi verificatisi in Campagna Elettorale dovrebbe essere preliminare a qualunque altro discorso.
Viviana Vitale sostiene, riguardo a quanto espresso da Fabiana Borrelli, che a suo parere il gruppo non è affatto incapace di auto-organizzarsi.
Lucia Riccardi condivide invece la visione di Fabiana Borrelli riguardo alla figura del coordinatore, a suo parere necessario per evitare confusione.
Massimo De Luca approfondisce la sua tesi riguardo alla figura del coordinatore: a suo avviso è rilevante notare che la maggioranza dei componenti l’attuale gruppo è nuova all’esperienza della Giovanile di partito. Qualunque coordinatore venga scelto, apparterrebbe ad uno dei due gruppi che stanno lavorando per trovare un’intesa; questo sfalderebbe l’unità del gruppo, che ha bisogno invece di tempo per convergere ad un modo unitario d’agire e di intendere il lavoro, laddove in campagna elettorale si sono manifestate differenze notevoli. Inoltre, essendo egli d’accordo con Marco Usai riguardo alle grandi responsabilità che ricadrebbero sulle spalle di un coordinatore, sottolinea come questo ruolo rischi di diventare un’arma a doppio taglio per chi lo ricopra, a causa della difficoltà della situazione da gestire. Un periodo di un mese, un mese e mezzo senza coordinamento sarebbe invece sufficiente a far emergere, all’interno del gruppo, chi è realmente interessato e/o adatto a ricoprire questa carica.
Viviana Vitale sottolinea che, a suo parere, non si dovrebbe parlare di un coordinatore responsabile del gruppo, bensì di un moderatore. Il gruppo deve essere capace di esprimere un pensiero unanime.
Da più parti si ribadisce che un pensiero unanime è tanto impossibile da raggiungere quanto inutile. Si parla di “prassi comune”.
Roberto Zabberoni sostiene che l’unica prassi da attuare è quella di portare in assemblea e mettere ai voti anche le decisioni apparentemente più immediate e irrilevanti. Piuttosto che stabilire a priori i compiti del coordinatore, è invece necessario soffermarsi sulla struttura organizzativa che il gruppo deve assumere. Riguardo alla scelta tra Collettivo e Associazione, R.Z. fa notare che anche il Collettivo, come l’Associazione, è una forma precostituita, dotata, peraltro, del carattere della provvisorietà. È più sensato iniziare a lavorare ad un progetto a lungo termine e portarlo avanti, salvo poi decidere, quando sarà il momento, se confluire in una Giovanile Democratica le cui forme saranno stabilite dall’alto o continuare a lavorare in autonomia. Bisogna puntare su qualità e pragmatismo. La figura del coordinatore è indispensabile: qualora commetta degli errori, è possibile sfiduciarlo senza rallentare i lavori del gruppo. È necessario riprendere al più presto i discorsi abbandonati a causa della Campagna Elettorale e cominciare a parlare di progetti, in autonomia dal Partito.
Le incomprensioni passate vanno chiarite definitivamente.
Roberto Limatola, a tal proposito, ribadisce che l’idea di “mettere una pietra sopra” va scartata, in quanto rimarrebbero inalterati i rancori inespressi e si creerebbe un’unità di facciata non sostanziata dai fatti.
Marco Usai risponde che cercare il chiarimento in assemblea chiamerebbe in causa questioni personali che poco riguardano il gruppo.
Si accavallano due discussioni. In risposta a Marco Usai si sentono numerosi appelli al buon senso di ciascuno nel cercare chiarimenti a tu per tu per dirimere questioni personali. Parallelamente si discute sui tempi di lavoro:
Roberto Zabberoni insiste sulla necessità di mettere in campo dei progetti e sostiene che anche lavorare insieme aiuta a cementare il gruppo. Primo progetto può essere appunto la stesura della Carta dei Valori.
Massimo De Luca sostiene che si debba lavorare con calma, ad un progetto per volta.
Roberto Zabberoni sottolinea la necessità di non rallentare, di agire in fretta. La riunione deve avere per risultato delle decisioni definitive.
Il discorso si incentra nuovamente sui dissidi verificatisi in Campagna Elettorale.
Roberto Limatola fa presente che, sebbene ci siano problemi di carattere personale che potranno essere risolti tra singoli, durante la Campagna Elettorale si è manifestata una frattura tra due gruppi che va chiarita.
Marco Usai ripete di non aver notato tale frattura.
Roberto Limatola spiega che, a suo avviso, l’unità di cui parla Marco Usai è stata solo funzionale alla Campagna Elettorale. Sostiene, a titolo di esempio, di essere stato infastidito dal video sul PD progettato e girato da alcuni componenti del gruppo tra cui Marco Usai poiché, a suo parere, il video ha sottratto risorse umane alla campagna elettorale, facendo sì che fossero in pochi ad affiggere i manifesti e a lavorare al sondaggio commissionato dal gruppo. Sono state incomprensioni come queste a comportare dissidi anche a livello personale.
Massimo De Luca cita l’episodio dei gazebo verificatosi durante la campagna elettorale, ricordando che l’appuntamento, in quell’occasione, era all’esterno della Casa del Popolo salvo poi organizzare due gazebo in due zone diverse del quartiere. Del gruppo legato alla sez. Sereni era presente solo Marco Usai. Il “materiale umano” era sufficiente per un solo gazebo, ma per realizzarne due il gruppo legato alla sez. della Casa del Popolo decise di dividersi. Questa scelta si rivelò obbligata ma poco felice, poiché costrinse il gruppo a spaccarsi per “dovere di partito”, ma soprattutto destinò al gazebo del Conocal la metà delle persone previste. Un episodio del genere, sottolinea M. D., è molto grave, ma rientra tra le cose da archiviare. Per quanto riguarda il video, M. D. concorda con quanto detto da Roberto Limatola, poiché esso ha sottratto risorse ad attività più importanti ed urgenti.
In realtà il problema dei due gruppi non esiste, continua M. D., perché molti dei ragazzi del gruppo “Sereni” non sono in realtà interessati. Invita a prestare particolare attenzione alle dinamiche reali che si verificano all’interno dei gruppi.
Fabiana Borrelli riprende il discorso relativo al video, ribadendo che, pur non essendo esso indispensabile, è riuscito ad avvicinare al Partito due ragazzi interessati ora a lavorare con il gruppo. Relativamente al sondaggio citato precedentemente da Roberto Limatola, chiarisce che esso fu programmato in riunione ed affidato, oltre che a lei, a Massimo De Luca e Viviana Vitale. L’organizzazione, poi fu più volte rinviata a causa di uno scarso livello di organizzazione, e questo ha fatto sì che si siano creati dei vuoti che in pochi hanno dovuto colmare.
Marco Usai segnala nuovamente che episodi del genere si verificano in mancanza di una figura di coordinamento.
Alessandro Cappiello replica che invece è possibile autogestirsi anche in casi di questo tipo.
Roberto Zabberoni fa notare che il coordinatore sarebbe un punto fermo necessario, tanto più se si considerano le incomprensioni verificatesi in passato.
Marco Usai risponde a Roberto Limatola: per quanto riguarda il video, l’idea, portata in riunione, incontrò l’opposizione di alcuni. Pertanto gli ideatori hanno pensato di portare avanti il progetto come lavoro autonomo: in quanto tale è un contributo da apprezzare. Si deve certamente valorizzare chi si spende di più, ma non ha senso screditare chi dà di meno.
Roberto Limatola riprende il discorso: quello stesso tempo impiegato per il video poteva essere speso in altro modo, ad esempio per organizzare le varie iniziative.
Marco Usai controbatte che per le altre iniziative non c’è mai stato reale tentativo di coinvolgere tutti.
Viviana Vitale replica che difficilmente gli impegni erano organizzati con largo anticipo: veniva coinvolto chi era presente nei momenti di necessità.
Marco Usai ribatte che a maggior ragione non si può fare una colpa a chi non è presente sul posto per altri impegni, quale può essere il lavoro.
Roberto Zabberoni sottolinea che anche questo problema non si sarebbe verificato in presenza di un coordinatore.
Massimo De Luca risponde che in assenza di linee-guida condivise non si può pretendere che un coordinatore sia legittimo, e che al momento tali linee-guida non esistono. Bisogna lavorare prima alla costruzione del “cantiere”, solo dopo darsi un coordinatore.
Roberto Zabberoni ribadisce che la priorità è la forma da dare al gruppo, il discorso sul coordinatore è secondario.
Massimo De Luca continua il discorso precedente. Una linea di condotta comune può essere il rapporto con il Partito. Che deve essere un rapporto parallelo: bisogna scontrarsi quando sarà necessario, appoggiarlo quando attui scelte condivisibili.
Marco Usai concorda sulla necessità di un simile atteggiamento. Bisogna procedere parallelamente su due strade: da un lato la dialettica con il Partito, dall’altro la totale autonomia da esso.
Massimo De Luca si dice convinto che ciò avverrà perché il gruppo giovanile deve rendersi risorsa del territorio, a prescindere dalla presenza giovanile nel direttivo del Partito.
Roberto Zabberoni, a tal proposito, fa presente che la presenza giovanile nel Direttivo non dev’essere necessariamente minoritaria: si può fare in modo di manifestare la propria presenza forte qualora le scelte del Partito siano in quella direzione.
Marco Usai sostiene che tale manifestazione può avvenire solo in presenza di un gruppo autonomo, e ribadisce la necessità di agire in fretta.
Massimo De Luca replica che la fretta danneggerebbe il gruppo.
Marco Usai manifesta la necessità di una struttura per acquisire forza.
Massimo De Luca risponde che questa struttura non esiste ancora a livello nazionale.
Marco Usai e Roberto Zabberoni propongono di non attendere disposizioni a livello nazionale, ma di muoversi, se necessario, per primi.
Roberto Limatola si chiede se l’operatività del gruppo dipenda da un nome: il gruppo può muoversi guidato da un obiettivo comune.
Massimo De Luca propone che obiettivo comune sia assumersi il ruolo di pungolo per le istituzioni.
Antonio Di Dato si dice d’accordo sulla necessità di agire in fretta. Il collettivo può essere una forma giusta, purchè il coordinatore abbia solo funzioni organizzative.
Marco Scognamiglio sottolinea la necessità di darsi una forma, di svolgere operazioni preliminari che necessitano di una figura di riferimento. A tal fine propone una sintesi tra le due idee: quella di scegliere un coordinatore subito e quella di concedersi un periodo di prova. Prima di votare un coordinatore è necessario stabilire delle regole per votare, scegliere dei criteri.
Tonia Paudice lascia la riunione.
Lucia Riccardi evidenzia che prima di scegliere le modalità di elezione del coordinatore bisogna scegliere se eleggerne o meno uno.
Marco Scognamiglio propone che si lavori prima alla Carta dei Valori e poi si affronti la questione del coordinatore.
Giulia Amati riprende vari discorsi già affrontati. Riguardo alle questioni irrisolte, auspica che i problemi di carattere personale possano essere risolti dai singoli individui, mentre le incomprensioni relative al lavoro di gruppo andrebbero chiarite pubblicamente per poter partire realmente da zero. Per quanto riguarda il lavoro del gruppo, accanto alle due strade già indicate da alcuni, quella del lavoro autonomo dal Partito e quella del lavoro all’interno del Partito, segnala la necessità di una terza strada, che preveda iniziative anche piccole che rendano il gruppo visibile e immediatamente operativo, laddove il lavoro costituente potrebbe richiedere una certa calma. Relativamente alla struttura da dare al gruppo, G. A. evidenzia la necessità di una struttura ben organizzata e riconoscibile dall’esterno, necessariamente dotata di un coordinatore che abbia funzioni prettamente organizzatrici. Si dice ancora perplessa riguardo alla scelta tra collettivo e associazione. Come prima attività propone che si doti la Casa del Popolo di contenitori per la raccolta differenziata.
Roberto Zabberoni concorda sulla necessità di partire anche dalle piccole cose. Riferisce di episodi di accoglienza inadeguata all’interno della Casa del Popolo. Questo luogo deve essere frequentato dai giovani.
Marco Usai spiega che non ci verrà data la giusta accoglienza finchè non assumeremo una forma. Anche per le attività più banali serve un coordinatore.
Marco Scognamiglio chiede ulteriori spiegazioni sulle differenze tra collettivo e associazione.
Roberto Zabberoni spiega che le associazioni sono riconosciute dagli Enti.
Marco Usai propone che si voti se votare o meno per la forma dell’associazione.
Giulia Amati sostiene che a suo parere la votazione è prematura perché non può prescindere da un discorso sulle finalità del gruppo.
Roberto Zabberoni sostiene che la discriminante per votare dev’essere la sottoscrizione di un manifesto.
Marco Usai propone che la votazione sia rinviata ma che piuttosto si scelga una scadenza per produrre il manifesto da sottoscrivere. Propone la sera successiva.
Massimo De Luca propone di formalizzare la proposta. Si scriva un manifesto: chi lo sottoscrive abbia diritto al voto. Fino alla sottoscrizione del manifesto, nessun coordinatore.
Roberto Zabberoni fa notare che le due questioni (stesura del manifesto e coordinatore) non sono legate.
Marco Scognamiglio sostiene che, vista l’impossibilità di eleggere un coordinatore, è necessario darsi dei criteri per sceglierne uno. Un criterio potrebbe essere l’anzianità.
Si discute sulle modalità di voto.
Viviana Vitale propone che, anche successivamente, votino i presenti alla riunione in corso.
Massimo De Luca oppone che si tratterebbe di una scelta antidemocratica.
Fabiana Borrelli propone che alla riunione successiva non votino, sui presenti argomenti, coloro che non sono stati presenti alla riunione odierna.
Quesito sottoposto a votazione:
Si vota il giorno 29 aprile 2008 sulla scelta tra collettivo e associazione.
Voti favorevoli: 4
Voti contrari: 9
Astenuti: 0
Si propone di votare sul seguente quesito: su questo argomento avranno diritto al voto solo i presenti di stasera?
Alessandro Cappiello propone che la votazione sia sospesa: rimette in discussione il problema e obietta che chi avrà diritto di voto sugli obiettivi del gruppo dovrà necessariamente averne anche riguardo alla struttura.
Roberto Limatola fa notare che se nella riunione successiva si voterà riguardo a nuove questioni, tutti avranno diritto al voto.
Roberto Zabberoni ribadisce che in caso di voto sulla discussione corrente, non ha senso concedere il voto a chi non abbia ascoltato tale discussione.
Massimo De Luca propone che si voti se stabilire prima gli obiettivi o la forma, e chi avrà diritto al voto in merito.
Marco Usai sottolinea che chi venisse alla successiva riunione per la prima volta sarebbe da considerare poco affidabile anche rispetto a scelte future e non dovrebbe avere diritto al voto in fase costituente.
Quesiti sottoposti a votazione:
La scelta degli obiettivi precede il voto in merito alla scelta tra collettivo e associazione?
Favorevoli: 13
Contrari: 0
Astenuti: 0
Alla discussione e al voto in merito alla definizione degli obiettivi parteciperanno i presenti alla prossima riunione?
Favorevoli: 13
Contrari: 0
Astenuti: 0
Alla discussione e al voto in merito alla struttura da dare al gruppo parteciperanno i presenti alla prossima riunione?
Favorevoli: 7
Contrari: 6
Non essendo stata ottenuta la maggioranza dei due terzi dei votanti, il quesito è sottoposto nuovamente a votazione (a maggioranza assoluta):
Favorevoli: 8
Contrari: 5
La riunione si dichiara conclusa.
Si convoca la prossima riunione per il giorno 6 maggio 2008, ore 18:30, presso la Casa del Popolo.
Maggio 12, 2008 alle 11:27 pm
Sono ancora in attesa del verbale del giorno 6 Maggio e 7 Maggio.
Mi basterebbe anche un piccolo riassuntino qualora si sia deciso di non verbalizzare. Anziché postare articoli che sono ben lontani dagli intenti con cui il gruppo ha deciso l’utilizzo del blog, pensiamo ad usarlo per quelli prefissi.
Maggio 13, 2008 alle 11:56 pm
verbale del 6/05/08 verrà pubblicato entro domani pomeriggio insieme a quello del 13/05/08 mi scuso per il ritardo
QUESTO IL SUNTO DELLA DISCUSSIONE TENUTA NELLA RIUNIONE DEL 07/05/2008 DALLE ORE 21.00 ALLE 23.00
SI SONO PROPOSTI ALCUNI VALORI CHE SE DOVVESSERO ESSERE APPROVATI DALLA MAGGIORANZA COSTITUIRANNO LA NOSTRA CARTA DEI VALORI.
ANTIFASCISMO
(la discussione si è poi estesa ai totalitarismi in generale e la maggioranza delle persone presenti il 7/5/08 riteneva di dirsi antifascisti e contro tutti i totalitarismi)
NEW GLOBAL
(questione che la maggioranza dei presenti il 7/5/08 ritiene opportuno approfondire)
LIBERTA’
(espressione, informazione, orientamento sessuale e tutte la libertà fondamentali)
La discussione delle libertà ha fatto si che si riflettesse anche sulla questione dei diritti civili(argomento che va approfondito secondo la maggioranza dei presenti del 7/5/0
La maggioranza dei presenti del 7/5/08 ritiene giusto il riconoscimento dei diritti civili.
LAVORO
La discussione sul lavoro ha evinto più che il valore dell’antiprecariato, una serie di proposte operative da valutare in futuro.
LEGALITA’
AMIBIENTALISMO
LIBERO ACCESSO AI SAPERI
Maggio 14, 2008 alle 10:06 am
Verbale della riunione del giorno 06/05/08
Inizio discussione ore 19:10 fine discussione ore 21:30
Numero dei presenti: 19
Lista dei presenti e rispettive opinioni ed idee:
Cappiello A.
Informare attraverso forum-cineforum
Appoggiare la diffusione dei saperi cercando di fornire alla biblioteca un determinato num di libri(donazioni e incentivare le donazioni)
Politiche giovanili di anticamorra facendo attività in zone a rischio (sport-laboratori culturali)
Zabberoni R.
E’ vero che da parecchi obiettivi si riescono ad estrapolare determinati valori. Ma la nostra attenzione deve spostarsi soprattutto sui valori.
Il valore dunque ha un aspetto maggiormente teorico, mentre l’obiettivo ha uno sviluppo soprattutto pratico.
Presentazione della propria ipotetica “carta dei valori”, che vede in primissimo piano le difficoltà giovanili, in una società che mette molto a rischio la meritocrazia e la libera informazione (trovandosi d’accordo con Alessandro Cappiello).
Informarci sulla costituzione, su quelli che sono i nostri diritti.
Fare un discorso sulla rivalutazione del luogo.
Approfondire l’argomento immigrazione, andando fino in fondo con una sorta d’inchiesta.
Sottolineando l’importanza della creazione di una carta dei valori, di un manifesto, proprio per tener conto dei nostri impegni, per avere fede a questi ultimi, sempre, un impegno duraturo nel tempo.
Paudice T.
Oltre alla fornitura dei libri proporrei di fare delle battaglie per avere delle aule adeguate.
Vedi punto 3 alex(ripetizioni- laboratori teatrali-attività sportive ecc.)
Sorrentino G.
Borrelli F.
Importanza di creare un blog non appena ci formalizzeremo costituire un giornalino anche facendo progetti con ragazzi al di fuori Non prettamente politico
Vitale R.
Attirare giovani per toglierli dalla strada e creare interesse nella politica operare sul territorio per cercare di risolvere i problemi del nostro quartiere.
Didato A.
Cercare di prendere i ragazzi
Scognamiglio M. radicarci sul territorio (togliere i ragazzi dalla strada) 2 fronti dialogare con l’istituzione e contemporaneamente con le persone riuscire a creare una sorta di sportello di orientamento sia al lavoro che all’università
Del Monaco C.
Impostare le nostre attività oltre che politica***** più nel sociale quindi come centro di aggregazione per i giovani del quartiere
Vitale V.
Usai M.
Ritornerei sull’aspetto politico perché di ass che fanno attività sociale ce ne sono
Noi dobbiamo specializzarsi su qualcosa quindi bisogna battersi sui temi politici dobbiamo essere capaci di far risaltare la buona politica (politica come arte di amministrare il territorio “come valore”)
Cominciare con la formazione politica(formazione politica ”laboratorio politico” non necessariamente con solo gli esponenti del nostro partito ma aprendo le porte anche ad esponenti di altri partiti
Riccardi L.
Farci sentire sul territorio e di operare a 360 gradi nelle zone a rischi non soltanto con i ragazzi ma con tutti i cittadini quindi fare un lavoro di sensibilizzazione per far prendere coscienza ai cittadini che non bisogna solo lamentarsi ma fare me riuscire a cambiare quello che non va( opuscoli informativi, giornale)
Limatola R.
Bisogna farsi vedere non penso che esista qualcuno che possa indirizzarci nel fare politica perché mi puzza di vecchio e rischieremmo di farci strumentalizzare
Lavorare realmente una politica di anticamorra senza aver paura di agire
Masucci S.
Informazione sulla raccolta differenziata (volantinaggio e monitoraggio sul regolare svolgimento)
De Luca M.
Questa che si verrà a formare sarà un’associazione basata sull’ anticamorra ed antirazzista.
Iniziare una discussione sui campi ROM per estrapolare un pensiero comune, ed essere da pungolo per le istituzioni locali mi sembrerebbe una cosa giusta da fare.
Lavorare in maggior parte nelle zone a rischio, discutere con le persone che abitano in questi luoghi e cercare agganci con le persone del luogo disposte a collaborare per il recupero.
Concentrare le nostre attività soltanto nell’ambito sociale sarebbe a mio avviso un qualcosa di sbagliato e di incoerente rispetto ai presupposti che ci siamo sempre dati “quest’associazione o collettivo confluirà nella giovanile democratica
Mi farebbe molto piacere che tutti i presenti, che hanno espresso la volontà di lavorare con più accuratezza l’aspetto sociale divenissero anche soci di Arrangià.
Combattere per la villa comunale di Ponticelli, un gran successo sarebbe, far venire una rete d’informazione locale, nel quartiere a constatare la situazione, fino ad arrivare ad azioni “estreme” come occupazioni o concerti non autorizzati.
Fare tutto il possibile per vincere tutte le battaglie legalmente, ma nel momento in cui le porte sono tutte chiuse mobilitarsi.
Alle ore 19.25
Amati G.
Recuperare l’aspetto politico rispetto a quello sociale, attraverso forme nuove e più giovani.
Ritornare al dibattito e all’incontro, in quanto la politica deve intercettare i problemi dei cittadini, partendo dal basso, per poi portarla nei luoghi “altisonanti”(tramite sportelli e focus).
Dare dunque spazio alle persone che vogliono parlare.
19.30
Scognamiglio A.
19.40
Di Pietro E.
Disaccordo con la “scuola politica” proposta da Marco Usai per, in qualche maniera, tutelare quelli che sono gli interessi dei non interessati alla politica.
Cercare di non esagerare, fare poco ma bene. Andare adagio soprattutto sul tema dell’anticamorra.
Borgatti G.
Maggio 19, 2008 alle 1:59 pm
ho fatto qualche correzione al verbale
VERBALE
Sono presenti
Giulia Amati
Marco Usai
Massimo De Luca
Roberto Vitale
Tonia Paudice
Antonio Di Dato
Andrea Scognamiglio
Fabiana Borrelli
Marco Scognamiglio
Eduardo Di Pietro
Antonio Scala
Lucia Riccardi
Viviana Vitale
Roberto Limatola
Stefano Masucci
Giulia Amati riepiloga agli assenti dell’ultima riunione i temi trattati
Il fascismo ha nei suoi ideali il totalitarismo. Le dittature comuniste sono invece degenerazioni del pensiero comunista. Va bene l’antitotalitarismo, ma non l’anticomunismo.
Massimo De Luca precisa che questo era già stato fatto notare nell’ultima riunione, ma è stato giusto ribadirlo. E’ in disaccordo con chi associa il “totalitarismo comunista” alla storia del comunismo italiano, che ha sempre preso le distanze dalle dittature comuniste. Noi dobbiamo riferirci solo alla storia del comunismo italiano
Eduardo Di Pietro
bisogna comunque tenere le distanze da tutti gli estremismi.
Bisogna scegliere se dichiararsi antifascisti, anticomunisti, entrambi, o in generale contro i totalitarismo.
Antonio Scala
bisogna biasimare non solo i fascisti che hanno governato, mentr nn i comunisti italiano.
Il moderatore propone votazione:
chi è favorevole a distinguere le decisioni sul dichiararsi antifascisti e dichiararsi antitotalitaristi.
12 a favore 1 contrario 2 astenuti
Massimo De Luca : proposi di portare le discussioni su un blog di chiamarlo Ponticellidemocratica.wordpress.com. non funzionava. Ne ho fatto un altro Ponte Democratico. Avvertii i presenti del cambiamento. Sono stati aggiunti dei commenti e si sono fatte discussioni.
Penso che debbano scaturire da problemi reali “secondo il principio del socialismo democratico” ed è per questo che mi sono permesso di inserire sul blog discussioni come quella della situazione Rom e quella sulla villa comunale a ponticelli
Credo di aver sbagliato lasciando i post intestandoli ponte democratico ma il fatto è che non sapevo come si facesse a fare in modo che venissero intestati a nome mio, mi scuso.
Massimo accusa Marco Usai di ridicolizzarlo attraverso un’e-mail inviata ad alcuni dei membri. massimo si sarebbe aspettato che se Marco pensa che il blog fosse inutile, spoglio, avrebbe dovuto chiamato. L’e-mail è stata inopportuna.
ribadisce che i valori debbano scaturire dal reale (es. i rom che stanno per essere sfollati)
Massimo si pente di non aver chiarito prima le divergenze con marco.
Marco Usai:
l’e-mail non mi sembra offensiva nei riguardi di max. Ma solo una critica al blog. Mi sono lamentato solo del fatto che invece di pubblicare il verbale max ha messo le sue opinioni.
Sono andato su http://www.ponticellidemocratica…. comunicatami mercoledì, quindi non sapevo dell’esistenza dell’altro blog. Massimo doveva avvisare del cambiamento in maniera più esplicita che scriverlo nel sottonick.
Massimo De Luca
Dovevi semplicemente chiamarmi. Quello non era un blog definitivo.
Marco Usai
In ogni caso massimo non doveva mettere i suoi pensieri sul blog. Ma solo i valori e l’organizzazione.
Un consiglio: non fare la vittima
Roberto Limatola
Non voglio smorzare gli animi.
1 non è giusto mandare un e-mail dive c’è scritto buon massimo (sembra sarcastico).
2 Max si è già impegnato di sua volontà. Nn va criticato
Dovevi parlarne stasera nn mandare tante e_mail.
Massimo doveva chiamare tutti e avvisare del cambiamento (marco dice infatti di aver saputo della variazione da Zaberoni)
È giusto mettere le proprie opinioni su fatti reali. I valori vanno sviluppati su qualcosa di tangibile.
Marco Usai
Sono d’accordo su questo ma bisogna fare prima i valori. Bisogna fare in fretta. Facciamo i valori poi si potranno fare rettifiche.
Roberto Limatola
Io dal post di massimo ho tratto dei valori
Marco Usai
ke valore
Massimo De Luca
Il senso civico
Marco Usai
Mi sembrano + proposte operative
Antonio Scala
Non è il caso di discutere di questo. Bisogna credere ognuno alla buona fede dell’altro e chiudere il discorso.
Marco Usai
Bisogna fare in fretta la carta dei valori altrimanti si arriva a settembre.
Antonio Scala
Si interviene su quello di cui si è discusso nella riunione o anche di fatti di attualità?
Massimo De Luca
Il blog l’ho fatto perchè non ci potevamo incontrare. Mercoledì siamo andati oltre i valori abbiamo cercato di spiegarli.
Secondo me bisogna parlare di tutto sul blog: della realtà che riguarda i valori
Esempio: antirazzismo? Bisogna parlare dei rom.
Marco Usai
Propone di mettere questo al voto.
Giulia Amati
(Risponde ad Antonio)
Raccolta per una carta di valori e velocizzare la stesura.
Non mi sembravano inopportuno anche se qualcun dice che rallenti la stesura dei valori.
Dobbiamo però non perdere troppo tempo nella nostra formazione.
Fabiana Borrelli
Bisogna decidere.
Massimo De Luca
Bisogna discutere per decidere.
Perché si rallenta il processo?
Marco Usai
Hai suscitato il dubbio ma oggi bisogna decidere.
Antonio Scala
Vanno bene i commenti. Basta che quando ci riuniamo si decida.
Giulia Amati
Propone di votare. Ma prima capire in che modo dobbiamo esprimerci.
Per me antirazzisti: sgombro campi rom, biasimare le manifestazioni xenofobe ecc….
Marco Scognamiglio
Antirazzismo: aiutare ad integrare.
Giulia Amati
È sbagliato il termine tolleranza: solidarietà per un popolo che è in condizione peggiore della nostra a causa della loro minoranza
GIRO DI OPINIONI
Lucia
Non c’è molto da dire. Voglio solo dire che l’integrazione è intrinseca all’antirazzismo
Marco Scognamiglio
Siamo tutti antirazzisti, ma non tutti favoriamo l’integrazione
Chiara
I rom è un discorso a parte. A causa di differenze culturali è difficile l’integrazione nn c’è nemmeno la loro disponibilità
Antonio Scala
Non possiamo dire se loro sono riluttanti all’integrazione se l’Italia non fa una politica d’ integrazione. Questa politica va fatta. Però la differenza di cultura (economica) esiste. Anche se non bisogna generalizzare.
Anche i cinesi fanno società a se ma non ci danno fastidio ( apparentemente)
Eduardo Di Pietro
I rom in tutto il mondo non si integrano. Bisogna approfondire questo aspetto.
Gabr
D’accordo con chi l’ha preceduto
Marco Scognamiglio
È vero che non si integrano. Bisogna provare a fare comunque integrazione.
Fabiana Borrelli
È stato fatto qualcosa per integrare: bambini inseriti in classi con un interprete anche se spesso abbandonano la scuola. Bisogna fare qualcosa comunque.
Al nord vivono in case mobili e vivono per conto loro.
A Napoli sono in enormi accampamenti.
Andrea Scognamiglio
Ribadisce il concetto di integrazione. Laicità culturale: nn bisogna chiudersi nella propria cultura.
Ma nn concedere tutto: impossibile violare i diritti civili.
Antonio Di Dato
Ovvia l’integrazione. Ma è gravissimo che rapiscano bambini ecc…
Roberto Vitale
Nn sono razzista. Ma i rom vanno controllati.
I rom sono un problema da risolvere.
Marco Usai
D’accordo con Chiara
I rom non vanno nella carta dei valori.
Ok integrazione, ma con i fatti. Il tipo di vita dei rom è incompatibile col nostro. I rom non vogliono integrarsi. Allora si devono adeguare alla nostra società. La loro società si basa su attività illegali.
E la loro salute compromessa dal loro stile di vita mette anche a rischio la nostra.
Sarà impossibile integrare tutti, solo i disponibili.
Giulia
Dividere gli ambiti di minoranze religiose e etniche riguardo ai rom.
D’accordo con marco e chiara a non mettere i rom nella carta dei valori.
Ma i rom non vanno distinti dalle altre minoranze.
Ci sono anche rom che sono riusciti ad integrarsi.
Bisogna che rispettino le norme italiane e vengono perseguiti secondo le nostre leggi come i cittadini italiani.
una minoranza di persone che riescano integrarsi è un segno positivo
Bisogna distinguere gli individui.
Massimo De Luca
Amico vive a cuneo è psicologo. Lavora per il sciale: cerca di reintegrare gli extracomunitari che delinquono. A volte non funziona: le persone tornano a delinquere.
L’Italia in questi casi può consegnargli un foglio di via.
Bisogna spendere di più per le politiche sociali (a Napoli)
Non scindere i rom.
I rom danneggiano la nostra situazione (architettonica, educativa, di salute)
Non si possono però cacciare.
Si metteranno da un’altra parte e faranno le stesse cose.
Non sono più nomadi. Scappano da un disagio nella loro nazione.
Le loro attività ci danneggiano. Ma il meridione dovrebbe valorizzare l’immigrazione.
D’accordo con Giulia: perseguiti secondo la legge: a prescindere dalla loro etnia.
Non bisogna riversare al rabbia contro le minoranze
Roberto Limatola
Tutti contro la soppressione delle minoranze etniche.
Integrazione bisogna trattarla bene.
Se la minoranza lede i cittadini, allora deve andarsene (o, aggiunge Giulia, va in galera come un cittadino italiano)
Sbagliato che loro ci impongano qualcosa: gli altri paesi non concedono niente agli immigrati.
Integrazione attenta: vanno bene i bambini integrati nelle classi, me devono rispettare le nostre leggi, e comunque non siamo pronti a integrarli.
Viviana Vitale
Devono rispettare le nostre leggi.
Fabiana Borrelli
Certezza della pena a prescindere dall’etnia.
Antonio Scala
I problemi di Napoli non sono imputabili agli immigrati, ma ai napoletani.
La pena non deve dipendere dall’etnia.
E nn deve ricadere sull’intero popolo
Chiara
Va considerata la mentalità popolare (pregiudizi)
Marco Usai propone delle votazioni
1) dirci nella carta dei valori antirazzisti, contro ogni discriminazione basata su sesso razza colore religione?
Unanimità a favore
2)dirci nella carta a favore dell’integrazione a chi si offre di rispettare la legge italiana
Unanimità a favore
L’assemblea si scioglie.
Maggio 20, 2008 alle 8:50 pm
si è discusso sulla necessarietà di formalizzarsi subito senza più rallentamenti chi in precedenza era titubante sul formalizzarsi subito ha fatto presente che dopo gli episodi che sono accaduti ha cambiato idea al riguardo riconoscendo che se fossimo stati organizzati con un nome ed una forma avremmo potuto dire unitariamente la nostra posizione riguardo a tante cose.
si è quindi andati avanti con la decisione di delegare un gruppo di lavoro composto da quattro persone:
Borrelli Fabiana, Usai Marco, Scala Antonio, De Luca Massimo
il compito di stilare la carta dei valori basandosi principalmente sulle bozze presentate.
Si è messo ai voti la forma con cui si vule procedere alla formalizzazione
Collettivo autogestito———->zero preferenze T. i P. “tra i presenti”
Collettivo con cordinatore——–>zero preferenze T. i P.
Associazione non riconosciuta pubblicamente———>11preferenze T. i P.
Associazione riconosciuta pubblicamente———->2 preferenze T. i P.
Astenuti———–>zero preferenze T. i P.
in presenza dei 2/3 di maggioranza la votazione è ritenuta valida
I presenti:
MASUCCI S.
CAPPIELLO A.
VITALE R.
DE LUCA M.
BORELLI F.
USAI M.
AMATI G.
DI DATO A.
RICCARDI L.
ZABBERONI R.
SCOGNAMIGLIO A.
BORGATTI G.
SCALA A.
PS L’O.D.G. PROSSIMA RIUNIONE VEDI ARTICOLO
SALUTI
M.D.L
Giugno 2, 2008 alle 6:24 pm
Il verbale della riunione del 20/05/08
Si è discusso sulla necessarietà di formalizzarsi subito senza più rallentamenti chi in precedenza era titubante sul formalizzarsi subito ha fatto presente che dopo gli episodi che sono accaduti ha cambiato idea al riguardo riconoscendo che se fossimo stati organizzati con un nome ed una forma avremmo potuto dire unitariamente la nostra posizione riguardo a tante cose.
si è quindi andati avanti con la decisione di delegare un gruppo di lavoro composto da quattro persone:
Borrelli Fabiana, Usai Marco, Scala Antonio, De Luca Massimo
il compito di stilare la carta dei valori basandosi principalmente sulle bozze presentate.
Si è messo ai voti la forma con cui si vule procedere alla formalizzazione
Collettivo autogestito———->zero preferenze T. i P. “tra i presenti”
Collettivo con cordinatore——–>zero preferenze T. i P.
Associazione non riconosciuta pubblicamente———>11preferenze T. i P.
Associazione riconosciuta pubblicamente———->2 preferenze T. i P.
Astenuti———–>zero preferenze T. i P.
in presenza dei 2/3 di maggioranza la votazione è ritenuta valida
I presenti:
MASUCCI S.
CAPPIELLO A.
VITALE R.
DE LUCA M.
BORELLI F.
USAI M.
AMATI G.
DI DATO A.
RICCARDI L.
ZABBERONI R.
SCOGNAMIGLIO A.
BORGATTI G.
SCALA A.
SALUTI
M.D.L