Dopo quello che è successo la notte del 12 Maggio 2008 a Ponticelli, periferia di Napoli, ho deciso di andare a fondo alla questione, esaminare statistiche, informarmi, e mettere tutto nero su bianco, forse avrei potuto farlo prima, e questo è un mio grande rimorso.
Vorrei partire da una considerazione personale, vedo la “cacciata dei rom” come qualcosa di utile, nel senso che possiamo cogliere l’occasione per attrezzarci di strutture adeguate, dato che l’assenza dei rom molto probabilmente sarà un qualcosa di temporaneo.
Ma com’è possibile che, in quasi sei anni, ci accorgiamo solo ora degli accampamenti rom, e delle disastrose condizioni igienico sanitarie in cui versano, presenti nel quartiere, già tristemente noto per altri avvenimenti?
Perché a Ponticelli erano presenti dieci accampamenti rom in un’ area di 3/3.5 Km, ed il numero di rom a Ponticelli era quasi i 2/3 dei rom in tutta Napoli?
E’ la prima volta che un campo rom viene bruciato, o almeno la gente mostra segni di insofferenza?
Napoli è cambiata, e te ne accorgi parlando con la gente, la gente normale, che se si tocca l’argomento rom ti risponde in modo non proprio edificante, che giustifica gli accadimenti. A cosa è dovuto questo cambiamento? Di chi è la colpa?
Domande, queste ed altre, che cercherò di soddisfare in maniera esaustiva durante la battitura.
Ma le considerazioni e le opinioni personali lasciano il tempo e lo spazio che trovano, adesso prepariamoci al nostro viaggio nel ROMpicapo.
PARTIAMO DA LONTANO: le origini dei popoli e le loro caratteristiche
Dati non del tutto ufficiali dicono che nel mondo siano presenti tra 12 e i 15 milioni di rom, anche se il numero di rom è incerto in molti paesi.
In Italia si stima che siano 50.000 rom di antico insediamento, di questi circa l’80% è cittadino italiano, il restante 20%, è costituito da rom provenienti dai paesi dell’Est Europa
In origine i rom erano popoli di origine indiana, che, nell’undicesimo secolo, si spostarono nei paesi dell’Est Europa e in Asia minore.
Questi popoli adottano la religione appartenente alle popolazioni locali fra cui vivono, considerano la religione come un elemento culturale che deve essere acquisito per realizzare una buona integrazione sociale.
Nella tradizione rom il rispetto reciproco tra le persone e i gruppi, compresi i gruppi confessionali, è più importante che l’ideologia religiosa.
L’ UE
Il dibattito sulla situazione dei rom in Italia e in Europa l’ha voluto Martin Schulz, il leader socialista.
Dibattito che fa segnare un significativo intervento da parte del commissario UE, Vladimir Spidla «Dopo l’adesione della Romania, i romeni hanno le stesse libertà degli altri, non sono immigrati ma cittadini dell’UE. La Commissione intende garantire che i loro diritti siano rispettati. Le espulsioni sono possibili ma caso per caso e secondo le procedure previste dalle direttive vigenti».
Durante l’assemblea, la situazione è degenerata, fino a quando Schulz e Jarocka che hanno richiamato tutti ai valori comuni e condivisi, e hanno affermato che la situazione, che concerne l’integrazione delle minoranze, è scabrosa, e non solo in Italia.
Schulz che ha tenuto a precisare che non era un iniziativa contro l’Italia.
Ma la discussione è andata a finire inevitabilmente sulla politica del governo Berlusconi, che De Groen ha paragonato alla pulizia etnica di Milosevic.
Il Decreto immigrazione stabilisce che l’immigrazione clandestina è un reato che sarà introdotto per disegno di legge e prevederà una pena da sei mesi a quattro anni di carcere, resta invece l’aggravamento di un terzo della pena nel caso in cui a delinquere siano degli stranieri irregolari.
Ottimo, spero intuiate il sarcasmo, ci ritroveremo con centinaia di migliaia di latitanti
NAPOLI
Cominciamo con il dire che non è affatto la prima volta che la popolazione brucia gli accampamenti delle minoranze etniche, ricordiamo i casi di Marano, Fuorigrotta e Secondigliano.
Inoltre, quando il 3 dicembre 2003 la Giunta Comunale votò una delibera che autorizzava a contrarre un comodato d’uso gratuito relativo alla cessione per 12 mesi a favore del Comune di Napoli di alcune parti del Magazzino Approvvigionamento sito in Ponticelli, Via Botteghelle 123, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana spa di Napoli, da utilizzare per l’accoglienza temporanea di cittadini rumeni, in attesa della materiale disponibilità del palazzo di Via delle Industrie (previsti almeno 12 mesi di lavori).
I cittadini anche lì non mancarono di protestare.
I motivi di questo clima da guerra civile che regna, è molto probabilmente, la più totale esasperazione dei cittadini del quartiere Ponticelli, che già non è quella che può essere definita “zona bene” di Napoli.
“La disoccupazione è infatti molto elevata, anche per l’assenza di politiche mirate, e il forte peso della camorra dovuto alla presenza di vari clan camorristici come ad esempio i potentissimi Sarno (uno dei clan più agguerriti della città ed anche il più autonomo insieme al clan Di Lauro di Secondigliano) protagonisti della famosa Guerra di Ponticelli , De Luca Bossa, Patacchella ed altri.”
(dicitura questa trovabile su http://www.wikipedia.com alla voce Ponticelli)
Le responsabilità sono da dividere, Stato, Comune, Municipalità.
Si parte dalla totale assenza di controlli, e scusate se cado nell’ormai celebre luogo comune, all’ assenza totale dello stato, per poi giungere fino ai manifesti inerenti al problema stesi sui muri di tutto il quartiere.
Con questo non intendo affatto giustificare le azioni fatte contro i rom ed i saccheggi avvenuti.
Azioni che sono a dir poco DEPLOREVOLI.
Mi scuso se ho procurato noia, Saluti.
A.C
Ponte Democratico
Giugno 7, 2008 alle 10:52 pm
non dai noia a nessuno!
una analisi buona a cui vanno aggiunte altre cose…
ma cmq bene alex vai cosi sei sulla buona strada sola una cosa ricorda non devi mai chiedere scusa a nessuno per ciò che pensi e che dici!
saluti
massimo de luca