Lunedì 17 novembre presso la biblioteca municipale di Ponticelli “G. Deledda” si è svolta la prima iniziativa organizzata dalla nostra giovane associazione politico giovanile.
Il luogo in cui si è svolta la nostra iniziativa è stato scelto come luogo simbolo della cultura che però a causa di infiltrazioni ha l’intero piano superiore inagibile. Ciò comporta che i ragazzi sono costretti a studiare nei corridoi. Una situazione insostenibile che prosegue da molti anni. Il nostro intento è stato, dunque, quello di riportare l’attenzione su questa struttura pubblica molto frequentata, fra mille disagi e difficoltà dai giovani del quartiere!
Il focus è stato incentrato sui temi che riguardano la realtà della scuola e dell’Università Pubblica nel nostro paese alla luce sia della Legge Gelmini che dei tagli previsti dalla finanziaria.
L’evento ha avuto un discreto successo, infatti hanno partecipato molti studenti sia universitari che liceali ma anche alcune maestre.
Le tematiche sono state introdotte dal presidente della nostra associazione: Fabiana Borrelli.
Sono intervenuti:
- Prof. Matteo Pizzigallo docente presso l’ Università Federico II di Napoli
- Prof. Emilia Taglialatela responsabile istruzione- esecutivo provinciale PD
- Prof. Concettina Russo dirigente scolastico 49° c.d. “E. Toti”.
Ha concluso:
- On. Andrea Sarubbi deputato alla Camera Partito Democratico.
Riporto di seguito l’ articolo, sulla nostra iniziativa, scritto da Gennaro Sannino tratto da www.bigol.net
| A PONTICELLI LA “(D)ISTRUZIONE” SCOLASTICA SECONDO IL MONDO DELLA SCUOLA |
|
di Gennaro Sannino PONTICELLI – La biblioteca comunale del quartiere è stata oggi teatro di un forum sullo stato di salute della scuola e dell’università pubblica, dal titolo significativo “La (d)istruzione pubblica”. Un luogo privilegiato, scelto non a caso: usando le parole del mediatore Marco Usai, «un tempio del sapere», un luogo che ha avuto e ha ancora oggi «difficoltà dovute al disinteresse delle istituzioni comunali».. All’evento hanno partecipato alcuni esperti di scuola e di università, con un punto di vista comune: difendere l’istruzione pubblica dai tagli che inevitabilmente porteranno alla sua “d-istruzione”.L’incontro è stato organizzato dall’associazione politica giovanile “Ponte Democratico” la cui presidente, Fabiana Borrelli, ha introdotto i lavori con una puntuale esposizione delle leggi contestate dall’Onda di protesta studentesca: la cosiddetta legge – Gelmini e la legge 133. Il presidente ha poi spiegato il motivo e l’obiettivo dell’incontro, ovvero «riuscire a rendere la periferia protagonista della protesta».Il primo relatore è stato Matteo Pizzigallo, professore della Federico II, che ha illustrato le fondamenta dalle quali nascono i provvedimenti contestati. Secondo il professore, «esiste in Italia una politica dell’annunciare» che ha portato ad «interventi propagandistico – elettorali » che hanno gravato oltremodo sulle casse dello Stato: l’abolizione dell’ICI e il salvataggio Alitalia. Da qui è nata l’esigenza di operare dei «tagli indiscriminati alla scuola e all’università pubblica,semplicemente per fare cassa, senza effettivamente verificare quali sono gli sprechi e i rami morti da tagliare».In realtà l’attacco alla scuola non si limita solo alla questione puramente economica. «È in atto il tentativo di sminuire il valore della scuola pubblica, soprattutto dal punto di vista simbolico», spiega Emilia Taglialatela responsabile dell’istruzione dell’esecutivo provinciale. «La scuola è un fondamentale presidio di legalità e di democrazia », continua l’esponente del PD, snocciolando alcuni dati significativi su come, in questi anni, «si è svilita l’importanza dei fondi per l’istruzione, a cominciare dall’aggiornamento degli insegnanti ».L’argomento che stava più a cuore alla professoressa Concettina Russo, dirigente scolastico della scuola primaria “Enrico Toti”, riguardava la reintroduzione del maestro unico. «Oggi le classi sono molto più complesse e difficili rispetto al passato», spiega la professoressa che fu maestra unica nel passato, «questa reintroduzione è un fatto assolutamente inopportuno». Senza contare che «il decreto è stato un provvedimento unilaterale, con l’esclusione di qualsiasi tipo di dialogo con il mondo della scuola».Per concludere, è intervenuto il deputato del PD, onorevole Andrea Sarubbi, che ha spiegato la difficoltà di «affrontare le battaglie parlamentari contro una maggioranza che ha 100 deputati in più». L’onorevole ha intrattenuto la platea, in prevalenza giovanile, con una presentazione ironica dei lavori parlamentari, anche in merito ad altri temi attuali. E ha concluso con uno scherzoso appello ai ragazzi dell’Onda, con il suo dialetto romanesco «se ce potete da’ una mano voi…perché sennò siamo rovinati». I giovani di PonteDemocratico ringraziano tutti per la partecipazione!!! |
