Il nome è stato scelto con cura, sinistro ed evocativo: «Operazione piombo fuso». Come l’ offensiva, pianificata fin nei minimi termini. Il più massiccio e letale attacco israeliano mai avvenuto nella Striscia di Gaza è partito prima delle 11 ora locale, esattamente le 10.39 in Italia. Giornata di sabato, shabbat, festa in cui tanti osservanti ebrei non svolgono alcun tipo di attività. Ma i rabbini avevano preventivamente dato il permesso ai militari, per motivi eccezionali. E così l’ incursione che si attendeva, ma che si sperava ancora lontana, è scattata all’ improvviso, raggiungendo anche il porto della Striscia e il campo profughi di Khan Younis.
In questi ultimi giorni i mass media ci riportano le drammatiche notizie di ciò che accade in Medio Oriente, ma quella che viene denominata: “Crisi Mediorientale” ha inizio nel secondo dopoguerra.
Infatti fin dal 1948 la regione del Medio Oriente era stata riorganizzata dalle Nazioni Unite per far posto a un nuovo stato: Israele.
Ci sono problemi che si possono risolvere e problemi insolubili. Da tempo gli apparati di sicurezza israeliani, più influenti dei governi anche perché più stabili, hanno deciso che la questione palestinese appartiene alla seconda categoria. Non ha soluzione. Quindi a rigore non è un problema. È una crisi permanente da gestire perché non diventi troppo acuta. Talvolta con terapie d´urto, come oggi a Gaza.
“Vi sn momenti nella Vita, in cui tacere iventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale nn ci si può sottrarre” . E’ giunto il momento, per la nostra generazione, di far sentire la nostra voce agli uomini di governo e a tutte le organizzazioni internazionali, per ribellarci a questa ostinata indifferenza che da anni non ha fatto altro che provocare delle morti innocenti.
Credo che il compito della nostra generazione sia quello di impegnarsi nel costruire, attraverso il dialogo, i gemellaggi e le associazioni della fondamenta stabili affinchè sia lo Stato Palestinese che lo Stato di Israele possano coesistere PACIFICAMENTE!
Condivido con voi una poesia:
IGNAVIA (presidio per Gaza)
Durante un presidio per Gaza
Passeggiate tranquilli
non vi disturberemo
con fragor di bombe
e lamenti di bimbi
Chiudete le frontiere,
le finestre, le porte!
Il televisore acceso
allegria artificiale,
sguaiata di corpi e risate
immagini di eccidi,
orrore di stragi
un po’ di eccitazione
nelle vostre ordinate giornate
tranquilli a tavola bevete
il sangue che cola nel ragù
Laceri pezzi di corpi
che furono gente
rimangono confinati
tra chiacchiere e pubblicità
TRE ORE AL GIORNO DI TREGUA
a consentire il soccorso
di chi hanno ferito
a nutrire, chi hanno affamato
seppellire, chi hanno ucciso
La notizia un sollievo, l’animo lieve
lo sguardo sereno si volge
ai bimbi che giocano
la calza della befana
colma di doni, gli amori, la vita,
LA TREGUA SCADE. come ogni giorno
le bombe continuano a cadere
pioggia di fuoco da navi e carri
ma il rombo non scuote
l’ignavia dei giorni
Il sorriso tranquillo,
le strade delle compere
i saldi della crisi che altrove fa danni
scatenano la festa
Il fastidio della bandiera
che sola sventola desolata nella sera
parole seccate, ad allontanare un disturbo
siamo noi i colpevoli!
sparuto gruppo a testimoniare
fragile denuncia di solidarietà
spaventato gruppo che teme
di esagerare, parole forti, frasi pesanti…
poco educato il nostro dire
Le bombe cadono sulle nostre giornate,
volano stracci di corpi, parole ferite
Prosegue indifferente il passeggio
della gente per bene che non vuole
disturbi o tensioni.
Saluti
Democratici (sperando che ci sia al più presto una tregua duratura, se non definitiva…)
*Pa&Te*