di Marco Usai

Alitalia e Napoli. Cosa hanno in comune la ex compagnia di bandiera italiana e la società di calcio della nostra città? Oggi sono due realtà diverse: l’Alitalia è fisicamente morta, tenuta in vita artificialmente dal governo Berlusconi; il Napoli torna in Europa e vince col Benefica, sintomo di una società che sta bene, vigorosa, forte e promettente.
MA UN TEMPO ERANO SULLA STESSA BARCA.
Partirei da qui per spiegare il fallimento della trattativa per il cosiddetto “salvataggio” di Alitalia, che è il fallimento di un modo di fare politica, quello del finto liberista Berlusconi, che per paura di perdere consenso (e la poltrona su cui è seduto) propone di vendere, anzi di regalare, ad un gruppo di amici suoi (la CAI…) la compagnia aerea di bandiera.
Naturalmente, come è uso fare il Berlusca, un regalo fatto con soldi nostri.
(Non voglio fare un intervento tecnico sul mercato, rischierei di risultare noioso quando il mio intento è di creare dibattito vivo e curiosità a cui sono pronto a rispondere.)
Alcuni cenni su come è andata la manfrina sono inevitabili:
· Alitalia sopravvive, infatti, da anni grazie ai cospicui finanziamenti dello stato, in particolare del 2° governo Berlusconi (ma neanche Prodi è un santo in materia…). Parliamo di miliardi di euro (e non di lire eh…) utilizzati per ripianare parte dei debiti ed evitare, di volta in volta, il fallimento.
· Fortunatamente a livello Europeo il mercato è una cosa seria, cosicché gli “aiuti di stato” vengono ormai con più frequenza PROIBITI. Se il mercato deve funzionare, deve esserci criterio e rigore (e non il volemose bene all’italiana…) Cosicché il Berlusca è stato messo con le spalle al muro: o risolve il problema Alitalia seriamente, o l’azienda fallisce definitivamente.
· COSA FA IL NOSTRO SIMPATICO OMINO CAVALIERE? come suo solito (il lupo perde il pelo…ma non il vizio) crea una legge ad hoc e tenta il colpaccio: salvare (a suo dire) Alitalia regalandola alla CAI, compagnia di amici suoi industriali che con un paio di euro ciascuno acquistano il giocattolo perfettamente funzionante. Si, perché il Berlusca avrebbe prima ripianato tutti i debiti con i soldi pubblici (magari con altri tagli a istruzione e sanità, oltre che alla sicurezza…) in modo che i suoi amici non avrebbero sostenuto l’onere verso i creditori.
BELLO VERO? Tutti felici e contenti…pochi licenziamenti, una compagnia rinnovata, ancora ORGOGLIOSAMENTE ITALIANA…UN IMMAGINE DEGNA DEL REGIME FASCISTA MUSSOLINIANO!!!
No signori.
Fortunatamente non siamo tutti rincoglioniti e non tutti abbocchiamo alle menzogne e alla propaganda di questo dittatore moderno, un quasi monopolista dell’informazione, che ci vuol dare a bere le sue panzanate.
QUESTA CHE CI PROPONEVA IL SILVIO ERA L’ENNESIMA FREGATURA ALL’ITALIANA!!!
Per i dettagli dell’operazione, vi rimando a tutte le fonti su internet, dove ancora il nanetto non ha ancora il monopolio…
Il punto a me caro è questo:
Il mercato, cari amici miei, è un’arma a doppio taglio. Ma che in molti casi rappresenta l’unica ancora reale di salvezza. Berlusconi può riuscire a imbrogliare il popolo ignorante, ma con noi non passerà.
Questa vicenda dimostra come il mercato, e quindi il liberismo, sia qualcosa di SINISTRA, del quale tutti noi dobbiamo farci estimatori e promotori nella nostra vita politica e sociale. Non bisogna aver paura della competizione, della concorrenza, perché dobbiamo credere nell’assunto fondamentale del liberismo economico-sociale: chi merita, chi è capace, vince!!! (Vi rimando al libro di A.Giavazzi, il liberismo è di sinistra)
La storia del Napoli Calcio (ma anche della Fiorentina in un certo senso…) ne è un esempio lampante, che dovrebbe sigillare in tutti voi tifosi (ma non solo) il significato di queste mie parole. Se il Napoli non fosse fallito, quattro anni fa…oggi non sarebbe una delle realtà più solide, rigogliose, vivaci del calcio italiano ed europeo.
Se Ferlaino avesse goduto degli appoggi che Berlusconi avrebbe dato ad Alitalia, ora il Napoli sarebbe forse ancora una squadretta di serie B, ingoiata di debiti che ogni anno si sarebbero ripresentati, destinata a non avere una società che potesse fare campagne acquisti degne del nome che porta. Invece il Napoli è fallito ed ecco che è subentrato il mercato. De Laurentiis ha acquistato il Napoli per un cifra certo irrisoria, ma ha preso in mano una società NUOVA, SANA, un bambino appena nato da accompagnare per mano lungo una via RETTA E VIRTUOSA, limpida e senza imbrogli e debiti. È vero, i tifosi hanno sofferto qualche anno, ma in poco tempo hanno goduto cento volte tanto, tornando in Europa da dominatori, come ai tempi di Maradona.
Se Alitalia fallirà, non sarà un dramma, cari amici miei. Di certo non resteremo senza aerei (ci sono un miliardo di compagnie in giro, molte di grande spessore, vedi Air One, Lufthansa, Air France-klm, che sarebbero disposte a rilevare l’azienda…), il personale meritevole sarebbe riassunto in un men che non si dica (piloti, hostess, personale di terra italiani,anche gran parte dei dirigenti… mica ce li porterebbero dall’estero…!?!), di sicuro qualche posto di lavoro si perderà, ma anche il piano della volpe Berlusca lo prevedeva…
Il mercato tornerà libero e ci consegnerà una compagnia di bandiera forse meno italiana, ma di certo più sana ed efficiente. Voli più sicuri, meno tasse, mercato stabile…non sarebbe meglio cosi?
CREDI ANCORA
ALLE FAVOLE DI BERLUSCONI???